— Vogliono levarci il figlio! — disse al marito, scoppiando in pianto dirotto.
— Chi?
— Suo padre! Ha scritto una lettera!
Dapprima il pover'uomo credette che sua moglie fosse impazzita. E alzò le spalle, dicendole:
— Sciocca! E tu ti figuri che è facile?
Guardava anche lui, diffidente e irritato, la lettera che sua moglie avea cavata di tasca. E stava a sentire a bocca aperta, come un ebete, quel che Rosa gli riferiva, interrotta da singhiozzi, strappandosi di tratto in tratto i capelli:
— Verrà fra otto giorni... È Giudice di Tribunale... Sposa la madre!
— Zitta! Zitta, pel ragazzo! Dammi quella lettera; vò a consultare mastro Simone il fabbro-ferraio, che ne sa più di un avvocato.
***
— Non vi potete opporre; i figli sono dei padri; la legge vuole così! — aveva detto mastro Simone il fabbro-ferraio, che ne sapeva più di un avvocato.