— Com'è vero Dio, lo ammazzo questo infame! Il figliuolo ora è nostro!
Ma alla vigilia dell'arrivo di colui che avea distrutto con un foglio di carta tutta la loro felicità, marito e moglie erano talmente accasciati sotto il peso della convinzione di non potere far niente, poichè la legge voleva così, che pensavano di buttarsi ai piedi di quel Giudice di Tribunale, appena fosse comparso, e pregarlo e scongiurarlo!... Chi sa? Forse, sapendo che il ragazzo era ben collocato, si sarebbe lasciato intenerire. Tanto, che bene poteva volergli lui a un bambino non veduto neppure una volta?
— E se il ragazzo non volesse andare col padre sconosciuto? Se volesse restare per forza con noi?
Per un istante credettero che questa era la soluzione più giusta. — S'interroghi il ragazzo: scelga lui! — Parlavano a voce alta, quasi il Giudice di Tribunale fosse davanti a loro. E Rosa attirava Nino tra le gambe, gli lisciava i capelli, lo prendeva pel mento e gli domandava:
— Chi vuoi per padre e madre, noi o... altre persone?
— No, non può capire. Glielo dico io.
Il ragazzo, un po' stupito, serrato tra le gambe di colui che egli credeva suo padre, stava a udire, intento.
— Se venisse uno e ti dicesse: — Sono tuo padre io, tuo padre davvero; vieni con me; lascia questi qui!... — tu che faresti?...
— Sto qui, con voi! Chi deve venire?
— Nessuno! Angelo santo, parla Gesù Cristo con la tua bocca!