— Dovreste spaccarle la testa, quando s'affaccia alla finestra!
— Le finestre le tengo sempre chiuse; non sentite che tanfo? Manca l'aria; non si respira qui dentro.
— Le finestre devono anzi restare aperte, spalancate notte e giorno, e costei non deve affacciarsi!
Urlava perchè Benigna, la figlia, lo sentisse dall'altra stanza dov'era andata a chiudersi a fine di evitare la solita scenata, prima che suo padre si avviasse per la Pretura.
— Ah, Signore, Signore! Com'è svampato questo fuoco in casa mia? Come mai?
Donna Sara si picchiava con le mani la testa spettinata, buttandosi sur una seggiola, e portando una cocca del grembiule agli occhi per asciugarsi le lagrime.
Don Franco però stava sempre sul chi vive: e al minimo momento di largo, scappava dalla Pretura e piombava in casa all'improvviso, per sorprendere la figliuola e Zitu, se mai per caso...
E nei giorni che gli toccava di assistere alle udienze pareva una mosca senza capo; specialmente se Zitu stava là a disposizione della giustizia assieme con due carabinieri, e lui doveva rivolgergli la parola e partecipargli un ordine del pretore per qualche testimone che mancava.
Zitu gli sorrideva con aria ossequiosa, rispondendo:
— Va bene, caro Don Franco!