— Sì, Santi; ma... questo, no! Questo, no!

Zitu insisteva per la fuga; non c'era altro rimedio, secondo lui. Benigna però non ne voleva sapere. E scappava dalla finestra a ogni piccolo rumore, e Zitu si buttava per terra su la terrazza per non essere scoperto da Don Franco o da donna Sara, o da qualche vicina ciarliera.

— Ora è tranquilla, — diceva donna Sara al marito. — Lasciatela in pace, date tempo al tempo. Sant'Agrippina farà il miracolo...

— Si, come quello del santissimo Cristo alla Colonna! — ringhiava don Franco.

— Non dite eresie! — lo rimbrottava la moglie. — Il confessore mi ha consigliato: —

Fate le Verginelle a Santa Agrippina. — Faremo le Verginelle, col pellegrinaggio alla Làmia. Il confessore verrà a dire la messa laggiù...

— Per guadagnarsi cinque lire!

***

Malgrado l'opposizione del marito, donna Sara aveva già fatto l'invito delle Verginelle, cioè di tutte le ragazze del vicinato, una trentina.

Sarebbero andate in processione al santuario della Làmia, nelle grotte d'onde Santa Agrippina avea scacciato i diavoli al suo arrivo da Roma in Mineo; se ne vedevano ancora i segni nelle grotte annerite dal fumo infernale.