La santa miracolosa, che aveva scacciato i diavoli di là, avrebbe scacciato così dalla testa della ragazza la cattiva tentazione di quella passionaccia che manteneva l'inferno in casa loro.
— Figliuola mia, proviamo. Se poi c'è la volontà di Dio!...
E tutta la settimana era passata in preparativi; non si parlava d'altro nel vicinato.
Donna Sara aveva impastato le lasagne che Benigna tagliava nella madia; e ora spennava il gallo e le tre galline da fare in stufato; il pane, lo avrebbero infornato la sera avanti per averlo fresco fresco.
— Sant'Agrippina, vedrete, farà il miracolo, — ripeteva donna Sara.
— Sì, come quello del santissimo Cristo alla Colonna!
Don Franco teneva rancore al santissimo Cristo alla Colonna, quantunque egli fosse buon cristiano.
E il mercoledì appresso, il pellegrinaggio s'avviò. Le Verginelle, vestite a festa, si erano radunate in casa di donna Sara. Ce n'era voluto per indurre Benigna ad andare anche lei; infatti quella mattina ella s'aggirava attorno per la casa, con gli occhi rossi dal pianto, squallida per la nottata passata senza dormire, a discorrere con Zitu dalla finestra di cucina...
Zitu le aveva fatto fare un giuramento: Laggiù, alla Làmia, mentre le verginelle stavano a cantare il rosario nella grotta grande, ella doveva andare a raggiungerlo nella grotticina in fondo al santuario; voleva parlarle a quattr'occhi. Nessuno se ne sarebbe accorto; ci si vedeva così poco in quelle grotte affumicate! Egli era amico dell'eremita che custodiva il santuario; sarebbe andato là la sera avanti:
— Giura che verrai!...