— Giuro, se posso senza dare sospetto!

— Se vorrai, potrai! Giura un'altra volta!

E la poverina aveva giurato. Per questo aveva gli occhi rossi, per questo tremava.

Per la via c'era folla; tutte le comari alle finestre o su gli usci. E quando il sagrestano venne a dar l'avviso che il prete era già partito avanti perchè andava a cavallo, la processione delle verginelle s'istradò recitando il rosario, e fu presto in piena campagna.

La giornata era splendida; la campagna, bionda di seminati; i contadini che andavano al lavoro si fermavano, si tiravano da parte nei punti dove la strada era larga, per lasciar passare le Verginelle che, finito il rosario, procedevano a gruppi, ridendo, ciarlando, cantando anche delle canzoni di amore.

Una delle ragazze presa a braccetto Benigna, le confidava le sue pene. Era innamorata anche lei, e i parenti la osteggiavano:

— I parenti fanno sempre così! Ma io, se essi tengono ancora duro...

E con la mano accennava che avrebbe preso la fuga col suo innamorato.

— No, queste cose non si fanno! — esclamò Benigna.

— Mia zia ha fatto così, — rispose la ragazza. — Ed ora sono tutti in pace in famiglia.