—Per certe sciocchezze si è sempre in tempo—rispose. Ma si corresse immediatamente.-Parlo di me. Non sono serio. Le donne finora mi hanno fiutato, e non si sono mai risolute a darmi retta, le rare volte che ho avuto la debolezza di parlare di matrimonio. Non avrò più la tentazione di riparlarne. E poi mi trattiene una tremenda paura….
—Di che cosa?—fece Fausta.
—Stavo per dire una storditaggine; me la rimangio.
—Dilla, pure: una di più non importa.
—Una di meno, sì, caro Dario.
—Di che cosa?—insistè Fausta incuriosita.
—Mi dispiacerebbe, se lei indovinasse.
Compresi e feci deviare il discorso, ma troppo tardi.
—Ha ragione,—disse Fausta con voce commossa,—I figli sono spesso un gran dolore; ma sono anche una gioia senza pari.
—Ne ho già messi parecchi al mondo,—rispose Lostini ridendo,—i miei libri. Non sono un portento di bellezza, di salute, di spirito…. Ma, che vuole? gli voglio bene; anche ai mostricciattoli, ai primi…. Un padre non può essere parziale…. E quando ne sentivo dir male…. (non mi hanno adulato i critici) ebbene, francamente, ne provavo pena. Domandi a Dario che risate facevano lui, il fratello di lei e Bissi ogni volta che infliggevo ad essi la lettura di un mio aborto…. Facevo lo sforzo di riderne anch'io…. Ridevo verde. Li ho benedetti dopo. Li benedico ancora. E perciò ora voglio smuovere questo poltrone…. Che fiammeggiare di ideali allora! Non è possibile che tutto sia morto nel suo Dario.