XX.

Oso appena di riandare i terribili mesi vissuti sotto l'incubo del dubbio che io avessi commesso un delitto. Non so spiegarmi come mai l'organismo umano possa reggere il tormento dell'ossessione di un orrido insistente inevitabile pensiero, senza che vi si produca una lesione al cervello, o un disordine nelle più delicate funzioni vitali.

Una mattina, su la terrazza, mentre assistevamo armati di cannocchiali alle manovre militari che si svolgevano su la collina lontana, e nella sottostante pianura, Fausta die' un piccolo grido.

—Che cosa è stato?

—Niente!

Ma i suoi occhi brillavano di allegrezza, e le sue guancie si erano improvvisamente imporporate. E, dopo breve pausa, mi sussurrava in un orecchio:

—È arrivato!

—Chi?

—Il Sospirato, l'Atteso!

—Possibile? Senza che nessun sintomo lo abbia preannunziato?