—Grazie pei malati. Ne ho parecchi. Cattiva stagione l'estate! Dominedio ha avuto torto di creare i contadini. Che cosa poteva costargli di far fruttificare la terra senza bisogno della mano dell'uomo? Lavorano peggio delle bestie, soffrono come le creature ragionevoli, e non sono interamente nè l'uno nè l'altro. Io che li pratico da quarant'anni ne so qualcosa.
—Le macchine,—dissi,—a poco a poco emanciperanno l'uomo dal lavoro manuale.
—Non me ne parli! Le hanno ridotte così perfette da sembrare che vogliano vendicarsi di essere costrette a lavorare per conto altrui; e di tanto in tanto storpiano, mutilano, stritolano un povero diavolo che non c'entra. Giusto un mese fa…. che orrore! Un misero padre di famiglia… Quella trebbiatrice ha qualche diavolo negli ingranaggi. Non è la prima volta…. Non me ne parli!
—E lei, sempre contento di vivere in campagna, tra' contadini?
—È il mio mestiere; non saprei farne altro. Ognuno deve fare quel che può, se vuol oprare un po' di bene. Io sarei stato un cattivo medico di città; sono troppo rozzo e troppo allegro. I contadini mi prendono come sono, ed io li ricambio della stessa moneta. Una buona parola, una barzelletta, certe volte, valgono meglio di una medicina. Per questo il farmacista mi vuol bene quanto il fumo agli occhi. I contadini mi compensano. Povera gente! Ma cominciano a guastarmeli. Non si contentano più del loro stato, messi su da certi apostoli…. Prima erano contadini, di padre in figlio, buoni fittavoli, buoni giornalieri…. È questo il gran guaio: non adattarsi alla propria sorte…. Si figuri me, se mi fossi messo in testa di voler essere professore di clinica! La mia felicità è stata di riconoscere che avrei potuto essere soltanto un mediocre medico condotto. Non l'ho sbagliata…. Salute, appetito, buon umore, e non importa se pochi quattrini. Svaghi? La caccia, la pesca con la lenza, quando i malati me lo permettono. Ho un roccolo famoso. Ma io chiacchiero, chiacchiero, e non ero venuto precisamente per questo. Appena seppi:—Alla Villa Fausta c'è gente—dissi: È arrivata la Tesoriera dei poveri…. E son venuto…. prima che si presentasse il parroco…. Mi fa la concorrenza…. E la signora Maria gli usa un po' di maggior riguardo, per via della veste. Si sa; coi servi di Dio…. Bisogna portar rispetto al cane per amor del padrone…. Lei faccia pure come la mamma: un po' a me, un po' a lui. Spesso ci troviamo attorno allo stesso letto di miseria, io pel corpo, colui per l'anima; e facciamo ognuno del nostro meglio. Quando mi accorgo che non c'è più speranza di guarigione, gli dico:—Tocca a lei!—E, poverino, li fa andar via contenti all'altro mondo, promettendo un paradiso, che sarebbe proprio un'infamia se non ci fosse, che ci sarà, spero…. quantunque, in certi momenti…. Non capisco, ecco, perchè il Signore non ha voluto darcene una piccola anticipazione anche quaggiù.
Non lo interrompevo. Quella figura tozza, un po' volgare, mi si trasformava sotto gli occhi, mi si spiritualizzava quasi, e per le cose che diceva, e per la giocondità con cui le diceva. Lo conoscevo da un pezzo; ma quando veniva a farci spesse visite, io lo lasciavo volentieri in compagnia di mia madre. La serenità, l'inesauribile buon umore di lui mi riuscivano, per le mie idee di allora, un pochino antipatici. E per ciò ora mi maravigliavo di stare ad ascoltarlo volentieri, e di sentirmi penetrare nell'animo conturbato qualcosa di quella sua semplice, dolce filosofia ch'egli metteva in pratica da tanti anni, che lo aveva fatto arrivare alla sana robusta vecchiezza, e gli permetteva di adempire, senza stancarsi, le gravi fatiche di quel che egli chiamava umilmente il suo mestiere.
Si era arrestato ridendo, per esclamare:
—Guardi: il mio concorrente!
Il parroco veniva verso di noi, con passi così frettolosi, che sembrava dovesse impigliarsi da un momento all'altro nella scolorita zimarra di mussola nera, stretta attorno al corpo lungo e magro. Invece di tricorno, portava calcato su la testa un rozzo cappellone di paglia. Salutava da lontano, agitando le braccia.
—Sta bene? E la signora Maria? Sente che caldo?… I miei poveri l'attendevano…. Io ho il brutto viziaccio di correre invece di camminare; non so frenare le gambe. Se avessi una giumenta come il nostro dottore…. La signora Maria non ci mancherà quest'anno, voglio augurarmi…. Le fa specie il mio cappellone di paglia?… Qui in campagna, possiamo permetterci tutto.