—Che colpe ha commesso da essere punita a quel modo?

—È la Provvidenza!

—Poteva, mi pare, provvedere altrimenti.

—Se non l'ha fatto, vuol dire che doveva essere così.

—Voi la proclamate onnipotente.

—La proclamiamo? È, figliuolo mio! È!… Ma già lei va d'accordo col dottore…. nelle stramberie. E ci vuol tanto poco a pensare giusto!

—Salga su, venga a prendere una tazza di caffè….

—Ecco la Provvidenza! Ieri ho finito la mia piccola provvista…. e per ciò sono uscito dalla canonica a stomaco vuoto; i fondi ribolliti non mi piacciono…. Neghi la Provvidenza se può!… Eh? Eh?

Mentre egli faceva il giro del muro di cinta per entrare dal cancello, io avevo fatto preparare nella sala da pranzo le tazze pel caffè.

—Anche i biscotti!—esclamò.—Mi vizia, come la sua mamma…. Le ha mandato i miei ossequi?… Il caffè bisogna prenderlo in piedi, sorseggiarlo, centellinarlo…. Squisito! Il mio è un lontano, molto lontano parente di questo…. Ma lo bevo e lo gusto lo stesso: tutto sta nell'abituarsi…. E lei dice male della Provvidenza!