—Come ti chiami?
—Rosa.
—Vuoi restare con noi?
—Se mi vogliono…. Che ne so?
—Resterai con noi; verrai con noi in città.
Io sentivo una lieve tenerezza, pensando che quella ragazzina era viva per me. La interrogavo anch'io, quasi in qualche modo mi appartenesse.
Passato il primo sbalordimento, pensando ai suoi genitori, ella piangeva zitta zitta.
—Non devi piangere più. Quanti anni hai?
—Dieci anni—mi rispondeva, asciugandosi le lacrime col grembiulino.
—Che cosa facevi a casa tua?