—Davo il becchime alle galline, governavo il porcellino, accendevo il fuoco, raccoglievo la legna….
—Non farai niente di tutto questo. Ti piace?
—Che ne so?
Il giorno precedente al nostro ritorno in città, avevamo a desinare don
Luca e il dottore. Rosa sedeva tra mia madre e me.
—Già sembra della famiglia!—esclamò il parroco.
—I bambini si adattano subito. La Natura li protegge.
—Diciamo la Natura!—replicò ironicamente don Luca al dottore.
—Oggi, niente discussioni,—dissi.—Ho una lieta notizia da dare; e tu, mamma, mi scuserai se non ti ho messo a parte anticipatamente di quel che sto per annunziare; ne sarai, forse, un po' maravigliata, ma il tuo cuore sussulterà di gioia. Noi adotteremo Rosa!
Don Luca e il dottore si rizzarono in piedi, battendo le mani, gridando:—Bravo! Bravo!
—Io non so quali formalità legali occorrano per quest'atto. Consulteremo un avvocato. Intanto l'adozione è già fatta dal cuore; è l'essenziale e l'importante. Di', mamma, pensavi tu a questo parlandomi di un'opera, di carità in omaggio della memoria di Fausta? Se sì, sono lietissimo di aver interpretato il tuo sentimento.