Erano esse segno di fiacchezza nervosa?
—Non ti dispiaccia, che io ti abbia parlato così—riprese mia madre.—Tu sei libero, e puoi fare quel che vuoi. Va', figlio mio, verso la felicità che intravedi, per qualunque strada, con qualunque mezzo, secondo giudichi opportuno. Tuo padre aveva detto:—Ti do un mese di tempo!—Egli aveva fretta, era impaziente. Io no, Dario!
—Tu sei una santa!—esclamai.
VIII.
Il Bissi era venuto da me più volte nei primi giorni del lutto. Si sedeva in un canto, silenzioso, assorto nelle sue fantasie letterarie, quasi volesse farmi capire che soltanto l'arte purifica, eleva, trasportandoci in un'atmosfera dove i casi della vita, lieti o tristi, non hanno più nessuna importanza o hanno soltanto quella che loro proviene dalla possibilità di trasformarli in elementi di creazione. Poi non si era fatto più vivo.
Una mattina lo vidi ricomparire.
—Vengo a congedarmi—disse.—Parto per Desenzano.
—A che farvi?—risposi.
—Indovina.
—Risparmiami la fatica d'indovinare.