—E tu che farai?
Neppure questa volta gli risposi. Pensavo che quel caro e valente giovane forse aveva bisogno di qualche aiuto e orgogliosamente non me lo chiedeva. Non mi aveva chiesto mai nulla, quantunque la nostra intimità fosse stata grande. Cercavo il miglior modo di fargli una profferta, senza offendere il suo amor proprio.
—Partirai subito?—gli domandai.
—Appena avrò raggranellato certa piccola somma. Vendiamo i mobili.
—Mille lire ti basterebbero?
—Chi me le dà?
—Uno che ti vuol bene e che ha fiducia in te.
—Grazie!… Ma potrei mai rendertele?… Grazie!… Non le accetto.
Ricaveremo dalla vendita quattro, cinquecento lire; sono sufficienti.
—Fammi fare un'opera buona; non ne ho fatta nessuna finora. Immagina che io sia un editore; ti prendo un volume, il tuo primo volume, e ti anticipo mille lire.
—E se non lo scriverò?