Libri, quadri, statuette, ninnoli, tutto mi sembrava già in via di dissoluzione, emanante il nauseabondo odore delle cose imputridite; i libri specialmente, quei libri che più avevano contribuito a formare, ad alimentare il mio orgoglio, a ridurmi miseranda creatura invecchiata anzi tempo e che sentiva nelle vene il gelo e l'angoscia della morte.

E, tutt'a un tratto, un fremito m'invase, quasi i miei occhi lungamente chiusi o coperti da velo sentissero l'impressione della luce, vedessero vicino, lontano, con miracoloso potere. Una sfilata, una folla! Figure bionde, brune, con occhi azzurri, neri, con labbra porporine, schiuse a sorrisi accoglienti…. Le riconoscevo! Mi ero figurato che esse fossero passate, tempo fa, inavvertite o sdegnate davanti a me, che non avessero lasciato traccia alcuna…. E invece mi si erano fissate, vivacissime, nella memoria e nel cuore; e il cuore, felicissimo di ricordare, di rivederle, si sentiva commosso, palpitava, con rapido moto di gioia mista a un po' di rimorso.

E guardavo, guardavo la sfilata, la folla, ansioso, come chi cerca, come chi attende di ritrovare una persona diletta. E mi dicevo:

—Osserva bene! Non stancarti di ricercare! Sei vissuto fino a questo giorno non nella realtà, ma in un pallido riflesso di essa…. Tu credi di non avere mai amato, ed hai amato a traverso i lirici, a traverso i romanzieri, a traverso i drammaturgi, affascinato dai fantasmi da loro creati; fantasmi immortali, ma perciò insufficienti ai bisogni della vita che cangia e si trasforma, e si rinnova…. Sì, tu hai amato Sita, Elena, Nausica, Didone, Fedra, Giulietta, Desdemona e tante e tante altre ancora!… Vanamente però, solitariamente…. Con queste qui oh! non amerai solo: sarai riamato!… Tra le mille ce n'è una—osserva bene! cèrcala! Non stancarti di cercarla!—che sarà tua, che ti vorrà suo!… E con essa adempirai al tuo destino, farai opera grande, divina; perchè colui che agisce secondo le sue forze non fa mai opera bassa e vile; è venuto al mondo per tale scopo e non per altro. Quel che deve fare lui non può farlo nessun altro! Guarda! Cerca! Non stancarti!… Povera scienza la tua, che non ha saputo rivelarti la complessità, della vita! Pensare sì, ma anche agire, cioè amare, amare, amare!…

Come? Io sapevo tutto questo e ignoravo di saperlo? Perchè? In che maniera?… O si trattava di una nuova illusione che prendeva il posto dell'altra, che mi avrebbe ingannato come l'altra, che mi avrebbe fatto terribilmente soffrire e vanamente, come l'altra?

Distornavo gli occhi, diffidente, con indefinibile senso di paura.

Ma tornavo subito a guardare, simile a un fanciullo che si trova faccia a faccia con un oggetto non mai visto, di cui ignora il congegno e l'uso e che stende una mano per toccarlo e la ritira, torna a stenderla e finalmente lo tocca e lo prende in mano, maravigliato che non gli faccia male, ma non compiutamente rassicurato.

Ricordo benissimo!

E poche ore dopo, quel sepolcro del mio studio, dove prima sentivo il nauseabondo odore delle cose imputridite, mi sembrò tramutato in una serra nella quale era stato necessario riporre tutti i delicati germi della mirifica fioritura improvvisamente scoppiata, e che non avrebbe potuto fiorire altrimenti. Ora potevo aprire, abbattere anche le pareti vetrate, esporre ogni cosa al diretto contatto della luce, all'aria libera; non c'era più timore che quella ricca bellezza ne soffrisse.

—Cèrcala tu!—mi aveva detto anche mia madre.