—No.

—Tu ami e non hai il coraggio di farlo sapere alla persona amata!

—No, no; te l'assicuro.

—Allora rifletti un po' su la mia proposta. No è uno scherzo. E non pensare all'amore…. «Amore alma è del mondo, amore è mente!…» Lascia dire i poeti; sono la peste dell'umanità. L'amore? È un divertimento, come il «capanniscondere», come «ladri e birri», come le rincorse, con la sola differenza che questi ci svagano durante la fanciullezza, e quello ci fa perdere il tempo e qualche altra cosa quando siamo grandi e dovremmo badare a tutt'altro. Il guaio per te consiste nel non essere mai stato fanciullo. Così potrebbe darsi che il giochetto dell'amore ti attiri, invece del «capanniscondere» e di «ladri e birri» che non sei più in età di praticare. L'amore? È anche una malattia infettiva, contro la quale conviene vaccinarsi in tempo. Senti; vedendoti apparire tra noi, avevo pensato appunto che tu volessi far questo. Ma tu hai avuto la sventura di un'inoculazione di hegelismo; vivi tuttavia tra le nuvole, e ti dispiace di discenderne. Bene. Con mia sorella staresti tra cielo e terra, nè tutto in cielo, nè tutto in terra. Se la posizione non ti sembra scomoda….

—Rifletterò—risposi sorridendo.

—E manda Hegel al diavolo! Quel tuo professore, dovresti ricordartene, predicava bene e razzolava male. Portava l'Hegel nel cervello e seguiva Epicuro nella pratica.

—Bada,—gli dissi,—tu sei il primo e il solo che abbia ricevuto questa mia confidenza. Conto su la tua discrezione.

—Figurati! Sono interessato a mantenere il segreto. Tu però non credere le mie parole una delle pretese eccentricità di cui voialtri amici mi accusate di troppo compiacermi. Io sono sincero. Ho il coraggio di dire ad alta voce quel che molti pensano nel loro interno e non osano sostenere a viso aperto.—Va' a farti monaca!—rispondeva Amleto ad Ofelia; ed era eccellente consiglio.—Sposa mia sorella!—ti ripeto io, ed è eccellente consiglio anche questo, poichè tu hai intenzione di sposare qualcuna.

—Perchè no?—pensai appena fui solo.

E me lo ripetei moltissime volte, durante una settimana. Era un'incognita colei? Ma sarebbero state pure tali tutte le ragazze tra cui potevo scegliere. Ne avevo già notate parecchie, ed ero rimasto sempre indeciso. A una mancavano certe qualità intellettuali che mi sembravano indispensabili; a un'altra certe condizioni fisiche da me reputate non meno indispensabili di quelle. Non era forse più giudizioso affidarsi al caso? L'amore infine non mi sembrava precisamente una condizione assoluta nel mio intento. Sarebbe venuto dopo. Se non l'amore, l'affetto, cioè qualche cosa di meglio e di più solido; e con l'affetto, la stima.