—Perchè no?

E poi, con quella inattesa proposta mi sentivo quasi liberato dal grave imbarazzo delle ricerche e della scelta. Lenzi era, senza dubbio, sincero. Sarebbe stato capacissimo di darmi un consiglio contrario, di dissuadermi di sposare sua sorella, se glien'avessi manifestato l'intenzione ed egli avesse creduto che quella unione non poteva riuscir bene.

Da mia madre mi era stato domandato più volte:

—Ebbene? Niente ancora?

—Cerco. Non ho fretta.

—Non vorrei,—ella mi disse una mattina,—che tu ti fossi formato un concetto così elevato delle virtù da ricercare in una moglie….

—Oh, non dubitare!—le avevo risposto.—Sarò pratico.

Appunto quella mattina, levandomi da letto, mi ero tutt'a un tratto deciso.

—Perchè no?

E, avanti le nove, m'avviavo verso la casa del Lenzi, col cuore in tumulto, ma come chi vada incontro a inevitabile destino.