Non si passa una misera fanciullezza senza che un'impressione non rimanga da farci dubitare e sospettare che qualche mal germe possa, insidiosamente, ancora annidarsi dentro di noi. Volevo essere sicuro.

Entrai con profonda trepidanza in quel gabinetto a cui gli strumenti per l'esame dei malati davano l'apparenza di una stanza da tortura.

—Dottore, mi dica crudamente la verità!

—Che cosa vi sentite?

—Niente. La prego di esaminarmi.

Il celebre professore al quale mi rivolgevo era famoso per la ruvidezza dei suoi modi; lo avevo scelto appunto per questo.

Mi avvolse con una larga occhiata indagatrice, scosse la folta capellatura grigia un po' in disordine, e cominciò a interrogarmi intorno ai miei genitori, alla mia fanciullezza, al genere di vita e di studi da me fatti.

—Siete stato malato qualche volta?

—Seriamente, mai.

—Perchè dunque venite da me?