—Mi dica crudamente la verità.
—È mio dovere,—rispose.—Ho curato la signorina tre anni fa, d'una febbre che minacciava di trasformarsi in tifoidea; ma la crisi fu superata. Delle piccole indisposizioni, comuni a tutte le giovinette della sua età, non è da tener conto. Un po' di nervi, si sa…. Ormai!… La signorina Lenzi, secondo quel che può osar di affermare la povera scienza medica attuale, è assai ben costituita per l'opera della maternità. Ma sarebbe audacia imperdonabile il supporre che la Natura non sia capace di scombussolare tutte le nostre previsioni, tutti i nostri calcoli. Il laboratorio della generazione è ancora un mistero per noi. Quali impercettibili e pure potentissime influenze producono le anormalità organiche, le voglie, i mostri? Non ne sappiamo nulla. Germi, trasmessi per lunga via ereditaria, si svolgono tutt'a un tratto, quando già avremmo avuto ragione di crederli estinti. Influenze morali si rivelano con fenomeni fisici; difetti fisici si traducono in fenomeni così detti spirituali. Precauzioni? Fino a un certo punto. Parlo così perchè…. non si sa mai!… E non vorrei che un giorno ella venisse a dirmi: Mi ha ingannato! Nel caso della signorina Lenzi abbiamo quasi la certezza assoluta. E questo deve mettere in pace la sua coscienza e la mia. Sangue purissimo; si vede dal bel colorito della carnagione. Costituzione solida, seno ampio, bacino ben modellato, da far prevedere parti agevolissimi….
—Basta!—lo interruppi, un po' indignato di questi minuti particolari che mi parevano sconvenienti anche in bocca di un medico.
E, tornato a casa lietissimo del resultato delle due inchieste, dissi alla mamma:
—Ora tocca a te!
Avevo voluto vedere Fausta appena uscita di collegio.
La fotografia la calunniava, esagerando certe linee del viso, togliendole l'espressione ordinaria con la fissità della posa. Il ritoccatore, dandosi gran pena per levar via la bella modellatura delle guance, con la buona intenzione di attenuare gli inevitabili contrasti dei chiari a delle ombre, aveva compiuto la sfigurazione. Di quel che di virile, di rigoglioso, che imprimeva un carattere alla fisionomia e a tutta la persona di lei, non era rimasta traccia nel ritratto datomi da Roberto.
Avevo osservato Fausta a lungo, non visto, in chiesa, e ne avevo ricevuto una consolante impressione di energia, di salute, di equilibrio. Niente di sensuale, di bassamente voluttuoso; ma una armonia dolce e tranquilla di bellezza esteriore e psichica che non avrebbe mai suscitato in nessuno furori di passione morbosa.
Il mio cuore infatti non ne era stato turbato, non aveva palpitato insolitamente in quel primo incontro, nè dopo. Io ritrovavo in essa la bella e ben costituita macchina di creazione che appunto ricercavo, e non mi importava niente se in me o in lei mancasse qualcuno degli accessori che dagli altri venivano strettamente reputati come cosa principale.
—L'amore—pensavo—come lo concepiamo al dì d'oggi, ha caratteri eccessivi. Abbiamo esagerato le insidie che vengono tese dalla Natura per la conservazione della specie, dimenticando che esse sono simili agli specchietti da allodole tremolanti e brillanti al sole per attirarle sugli stecchi cosparsi di vischio, o sotto la rete. La Natura è provvida, non fa sciupìo di forze. Essendo io disposto ad adempire riflessivamente alle sue leggi, il sentimento e l'immaginazione non hanno nessuna ragione di operare in me per allettarmi. Ecco perchè il mio cuore rimane tranquillo.