—Tutti gli uomini,—ella riprese,—affermano così, sul punto di sposare. È un'ipocrisia che ormai non inganna nessuna ragazza. Potreste farne a meno. Se io fossi un uomo, sarei più sincero.

—Sono sincerissimo.

—No, non mentire. Si capisce; la vita di un giovanotto è molto diversa da quella di una di noi. Forse dev'essere così; almeno è convenuto—la legge l'avete fatta voi—che debba essere così.

—Ma chi ti ha detto queste sciocchezze?

—Non mi cedere un'ingenua, una puppattola. In collegio apprendiamo tante cose. E poi, abbiamo occhi per vedere, orecchie per udire. Non ti dispiacerà se parlo in questo modo.

—Niente affatto.

—Mi basta che tu sappi che per me il tuo passato non esiste. Io non frugherò nei tuoi cassetti per trovarvi qualche letterina dimenticata di stracciare o di bruciare. Non vorrò mai sapere se hai amato altre donne e quante e come. Saprò scancellare, m'ingegnerò di scancellare ogni loro traccia dal tuo cuore. Da ora in poi però…. starò vigilante su la soglia di esso perchè nessun'altra vi penetri.

—Potrai risparmiarti di vegliare—risposi prendendole una mano e stringendogliela forte.—E in quanto al passato, vivi tranquilla. Sono stato una ben misera creatura, per tante ragioni; e tu puoi varcare la soglia del mio cuore senza timore di incontrare là dentro tracce di altre donne.

Mi guardò, sorridendo un po' incredula, scosse il capo e soggiunse:

—Male! Male!