Intervenne la mamma:

—Bastasse volere! Ha ragione Fausta. Infine, con chi vorresti prendertela, se per disgrazia…?

—O mamma, non farmi il malaugurio anche tu!

Pochi giorni dopo, nel tornare da una passeggiata, Fausta, tutt'a un tratto, a pie' della scala, sentendosi venir meno, si aggrappava al mio braccio, esclamando fiocamente:—Oh, Dio!… Dario!

E mi si aggravò sul petto.

L'alzai di peso e la portai su quasi fosse stata una bambina. Era pallidissima, diaccia. Mia madre non si smarrì al mio grido che chiamava soccorso e a quella vista. Le spruzzò il viso con acqua fredda, le fece odorare dei sali:

—Non è niente! Si è strapazzata troppo.

—Ha voluto andare sempre a piedi—balbettai.—Fausta! Fausta!

Aperse gli occhi, sbalordita; poi sorrise:

—Scusa, mamma! Non so…. Da questa mattina!… Hai avuto paura, povero
Dario?… Non mi è accaduto mai prima d'oggi.