Avevo già notato nella Beppina i sintomi della sua graduale emancipazione dalla influenza del magnetizzatore. Di quei personaggi, di quei giardini, di quei viali ombrati, di quelle marmoree fontane zampillanti, di tutti quei graziosi e vispi animaletti di cui mi divertivo a circondarla, io tracciavo, per dir così, soltanto le linee generali, i contorni. La sua immaginazione sovra eccitata sviluppava, coloriva, animava ogni cosa; come hai dovuto specialmente notare a proposito di quello scimmiotto che le parve graffiasse e mordesse la vecchia pigionale noiosa, senza che mi fosse mai passato nulla di simile per la testa.

Anzi, una volta, questa emancipazione interiore mutossi in una parziale ribellione del sistema nervoso. Quella sera le palpebre della Beppina rimasero ermeticamente chiuse e a nulla valsero i ripetuti soffii e i passaggi, nè i violenti spruzzi d'acqua fresca al viso e gli altri mezzi da me adoperati per fargliele aprire.

— Non si confonda! ella mi disse, vedendomi un po' turbato dalla novità del caso. Ci veggo egualmente.

E in prova, lesse, scrisse, benchè gli orli delle sue palpebri fossero così cuciti fra loro che la pressione delle mie dita non riusciva menomamente a scostarli; e preparò la tavola per la cena, ridendo delle mie precauzioni quando volevo impedirle di mettere al posto le bottiglie e i bicchieri, per paura che, urtando, non li mandasse in frantumi.

Riaddormentatala, dopo cena, le chiesi con insistenza di suggerirmi un rimedio per quell'inatteso inconveniente.

— Non è nulla, rispose. Ho dormito magneticamente un po' troppo; ecco. Riaprirò gli occhi domani.

E così avvenne.

Nel caso che sto per raccontarti questi piccoli accenni di emancipazione diventan rivolta addirittura.

Poco sapevo allora intorno allo spiritismo, e più per sentito dire che per cognizioni attinte dai libri. Mi era stato assicurato che col mezzo del sonno magnetico l'evocazione spiritica riusciva assai facilmente. Altri ci si era provato, pareva, con buon successo; volevo provarmici anche io.

La cosa m'interessava per un'altra ragione. Covavo da mesi, una Vita di Ugo Foscolo, il mio idolo letterario giovanile, ed ero arrabbiatissimo di certe lacune incontrate qua e là, che non trovavo modo di riempire.