— Ora lo chiamo, disse ella stessa la sera dopo. Tanto, è meglio che mi abitui.
E si voltò di nuovo verso il muro, ripetendo sottovoce: vieni! vieni!
L'apparizione non si fece troppo aspettare.
La Beppina tremava, però meno assai della prima volta.
— L'amico che è qui desidera conoscere alcune intime particolarità della tua vita.... Me le dirai?
Spirito. Te le dirò. Ma questa sera tu non sei abbastanza forte da sostenere la mia conversazione. Ci rivedremo domani.
Era la Beppina stessa che rispondeva, con una voce contraffatta, grossa, di uomo burbero e violento.
— Te ne vuoi andare? gli domandò col tono ordinario.
Spirito. Sì.
E la sua voce era tornata grossa, virile: immagina tu con quale effetto!