Zaira. Quello spirito è scortese. Ma, sai? è il suo naturale; fu un uomo forte. Non farne caso.
— Potresti tu dirmi la sua vita invece di lui?
Zaira. No.
— Come sei bella! Quanto mi conforta il vederti!
Zaira. Ci rivedremo ogni sera.
— Addio! Dammi un bacio..... È ita.... Sono stanca. Ho parlato tanto!
Riposa appena altri pochi minuti, ed ecco nuove apparizioni (dovrei dire allucinazioni?) che vengono a sorprenderla e deliziarla.
— Un angiolo! Un angioletto!... Oh, che bellezza! Come va via! Oh, vieni! vieni! Ecco; scende. Eccolo! Siediti qui, su questo guanciale... Ma non vede lei che sole di bellezza? Capelli di oro, occhi cerulei...
La lasciai sbizzarrire.
La sera dopo, appena entrata in sonnambulismo, volle subito rivedere la Zaira e l'angioletto nel quale avea riconosciuto, diceva, uno dei suoi fratelli morti bambini; e s'intrattenne a lungo con essi, stizzendosi fortemente allorchè tentavo di svegliarla. Avvenne che, al destarsi, non potè più aprire gli occhi, come l'altra volta; ma ora non ci vedeva.