Però, appena la Beppina ebbe picchiato, ogni rumore, come per incanto, cessò. Quella ventina di persone che si eran divertite più ore, picchiando e ripicchiando, stettero lì un'altra ora, a picchiare, a ripicchiare inutilmente. Nessuna risposta! Per una buona mezz'ora tentai e ritentai anche io, benchè arrivato troppo tardi. Silenzio profondo!

E così ebbe fine quella crisi, magnetica, isterica o spiritica, della Beppina che ci avea tenuti in tanta angoscia.

Finalmente! Respirammo.

***

Oh, ne avevo avuto abbastanza! Non volevo più ricominciare. Ma, dice il proverbio: chi ha bevuto berrà. E, sei anni dopo, tornavo allo Spiritismo; con altro animo però, con altri intenti. Oramai avevo la convinzione che quei fenomeni spiritici fossero stati dei fenomeni di sonnambulismo più complicati e più elevati degli altri. I passaggi che li avevano prodotti, non eran serviti anche a domarli? La legge similia similibus avea trovato in quel caso un'applicazione impreveduta.

— Ne è proprio sicuro? mi disse una volta un prete, gran spiritista. Oh, bella! Lei turava ben bene gli orecchi della sua sonnambula, e poi si stupiva che quella più non ci sentisse! Ma i suoi passaggi non facevano altro: le turavano gli orecchi, interrompevano ogni communicazione fra lo spirito e lei.... E i picchi, come lei li spiega?

Veramente quei picchi mi lasciavano perplesso. Tanto più perplesso quanto più recise erano già diventate le mie opinioni intorno al mondo di là.

Mi ero buttato alla filosofia, mi pascevo di Hegel e... di positivismo. La Fenomenologia dello Spirito del gran pensatore di Stutgarda, benchè mal masticata e mal digerita, mi lasciava intravvedere orizzonti nuovi per me, luminosissimi.

Non afferravo (ci voleva ben altro che i miei denti!) tutta quella meravigliosa astrazione, ma sentivo, da ogni pagina di essa, scaturire un così profondo e divino poetico sentimento, da farmi paragonare quegli astrusissimi paragrafi ai diversi canti di un vero poema, il poema moderno del pensiero, della riflessione assoluta!

Se tu vuoi spiegarti questo strano connubio di idealismo, di positivismo e di spiritismo, pensa, caro mio, che in filosofia ero la medesima cosa che in storia naturale, in magnetismo, in spiritismo e in ogni altro soggetto toccato dopo, cioè un curioso e nient'altro, un dilettante e nient'altro.