Ma il fatto che le prime prove della medianità meccanica e intuitiva prendessero tutte, più o meno spiccatamente, quella forma mistica di ragionamento, mi metteva già in diffidenza, e mi faceva nascere il sospetto che ciò dovesse avvenire per via di qualche legge psicologica di cui ignoravamo il processo.
Quando ecco, inaspettatamente, ecco un ragazzo uscito appena dalle scuole elementari, che, da medium scrivente meccanico, passa, di botto, a intuitivo e mettesi a comporre, con sorpresa di noi tutti e, più, di lui stesso, leggende e novelle! Lavora a sbalzi; s'interrompe suo malgrado; per trovar l'addentellato non gli occorre di rileggere; riprende con faciltà dal punto interrotto e va sicuro sino in fondo. E in quei momenti gli par di vedere, col pensiero, al suo lato destro una forma nebbiosa trasparente, agitata da un vento rumoroso, assai diverso dal vento ordinario, ma che non gl'incute paura.
Evidentemente quei suoi scritti erano, dal lato della forma, imperfettissimi; fin l'ortografia vi zoppicava. Però l'invenzione aveva un carattere di ingenuità e di spontaneità notevolissimo. Lo stile rozzo, disuguale, avvolgentesi di tanto in tanto in strani giri di frase, non stonava troppo con le immagini arcaiche, colle bizzarre fantasie che davano a quelle leggende e novelle l'aria di antichissime tradizioni poetiche così guaste, nella loro corsa a traverso i secoli, che della loro forma primitiva vi si scorgessero soltanto pochi brandelli, cuciti insieme da mano inesperta.
In che maniera nella mente affatto inculta di quel ragazzo poteva incosciamente organizzarsi quel mondo poetico così ricco? Giacchè non era il caso di mettere innanzi la ipotesi di reminiscenze destate dall'eccitazione cerebrale e accozzatesi alla meglio. E per sospettare una malizia letteraria, bisognava supporgli cultura e padronanza di forme artistiche assolutamente impossibili in lui.
Giudica da te se m'ingannavo.
Gli orrori di Menelesta
Un monte sorgea vicino a due orrende selve e da un lato irrigato era da un ruscelletto cui egli dava origine e sorgente. Fessure per il vertice erano diffuse, e di tratto in tratto qualche buco affumicato vedevasi vicino a qualche tomba che colà era per antico ricordo. Il tempo stesso sembrava essere stato avverso nemico al monte. Tutti i mausolei erano chi stesi per terra, chi semicurvi, chi diritti ma crollanti. Orribili pitture miste alle macchie delle acque facevano argomentare esser quello un luogo dove i primi abitatori del mondo avevano avuto la loro residenza e dove gettavano i primi raggi delle pittoriche[8] loro fatiche e dei fabrili lavori.
Il rumoroso Aquilone in un appartamento; in un altro il Re dei fulmini.
Da una parte le tempeste fremevano, dall'altra le selve infiggevano nei cuori terrori di giorni infausti e di tremende sventure.
In questo luogo spaventevole, quando fischiava il vento, pareva che gli Spiriti perversi sortissero dei luoghi a loro destinati e si rizzassero pei loro consigli o sedessero nelle loro radunanze. Alla base, regnava il disordine e quasi sembrava che le ombre dei serpenti e le infezioni degli animali colà dispersi vi avessero lasciato le loro orme.