E asceso un dì lo poggio, come di solito, feci alcuni prieghi nelle quattro direzioni del mondo per quei infelici che beveano la calda aria nel cuore quando, consimili al mio, cerchiavanmi tanti monti ove la aria penetra e imbeve dalle cellette.[49]

Lo dovere al mio Creatore fatto, mi coricai su natta cara a Dio la quale era fatta di pietre spezzate, e disposta per giaciglio, e pregai in quel tempo per coloro che si distendon sulle piume; crociai le mani sull'alvus e attesi che piovessemi luce.

E comparimmi del mio monte il pendio e vidi grande formicolar di gente le quali molte scendevan e poche salivano.

Sul mio tertro era postato un abeto grande, da parvi adornato — Frai convenienti quivi rimiravo alcuni che venivano ad istudiar li belli alberi[50] e la veduta spaziosa; altri venivano ed allacciavano[51] or l'uno albero grande, or uno più piccolo, raro apparivami un bel senex, il quale spariva nel suo proprio bagliore, onde non veniva scorto dalli circostanti, e diffilava allo albero maggiore e, chinato per toglier pietra, lentamente scalzava nel superbo fusto[52] e misurava via facendo lo percorso fatto collo[53] proprio corpo — E storiavo dinanzi ad egli e ragionavo meco che egli era di Dio, allorchè si volse ratto e fulminando dagli ogi rai, sclamò: Ho trovato dimora! e scomparve e pareami che un'ugual[54] corrente veniva da me al Santo Padre e mormoravo: Hic erit!

Mal conosceo le persone e m'accorsi che molti i quali ne venian, ritornavano giù per lo pendìo, e orrendamente gli vedevo sollazzare in recinto[55] quasi ovile, e vedevo il capo[56] accennar: , che si divertiano e traspariva nel dentro che non eran giunti.

Allor si fea la notte, e vidi non più persone, ma[57] solo processione di fiammelle delle quali niuna perdeo e concepii tal cosa... che veniano al tertro miscugliate; l'abbagliante e la strema fioca, l'ultima quale si arrestava al livello del culmine e prendea picciolissimo abeto e lui[58] scoteva, ma non cadea foglia veruna.

Passavalo altra fiammella men fioca e posta innanzi ad ello primo; scotea e ricogliea na foglia.

Tertia più bella luce lasciava dria questui e ricoglieva; e seguitava la processione di modo sino alle belle palle infocate che piazzavansi nel maiestoso abeto.

Da esso si partiano, in forma di raggi,[59] file di abeti li quali disminuivano di grado, tal che l'ultimo picciolo era e deforme.[60]

Tetra sendo la notte i miei smisurati si aprivan ogi e sentiami portato su' lungi da ivi sul loco di una vetta, ove apertigli, vidi Stella la quale fiochiva e accendeva secondo che uno grande diavolo, nominato Secolo primo, secondo o tertio passava e oscuriva......... e vidi da lungi la processione[61] che durava e le fiammelle deboli scendere e le fulgide sostare.