Disse JACOBUS

Ma ecco che il misticismo riprende il suo volo! Si pena a tenergli dietro.

VISIONE SETTIMA

Fieriva lo verno, aliquando di Diruta venio pedestramente allo Todi mio, lo quale per lo amore che portaali tiraami forte. Endo adunque velocemente in direzione di elio, ecco trovar no meschino ch'io non rifiguravo, involto nelli luridissimi panni sui, e di quivi vecchio fiato uscirne lo quale così favellommi: «Potente, io son meschino, di lui pietà abbi.»

E dette parole non fur pronunziate facilmente ma in modo serafico di vecchio; tanto che volendo lor iscrollar nol potei, ma passati li miei belli abbigli entroronmi nello cuore e si stanziarono ivi, cotalchè io voleva lo mio cammino proseguire, e staffe mi diceano che no.

E lo serafico povero schiamazzava da lungi e trafiggeami continovamente, tanto che fu mestiere ch'i' sostassi.

E lo mio spirto ribelle e schifo che facea? lottava forte con le parole seggiate in nello mio core e ripetuto dicea: «Vattene» e queste di restare, e supplicare per più di pace e acconsentimento.

Superbioso allor udialo dir: «Sia lo tuo desire compiuto, riconducoti allo tuo sito, ma tel dico, non più m'infastidiar, ivi lascerotti!»

Ed ecco le staffe di virar e portar di bel nuovo lo perverso sino allo senex piagnucoloso.

E suggerimmi dimonio: «Sullo scorpioso volto sputa e spregia.» E parole di risonar uscendo dallo core e dire: «Non così sia.»