Colà mi rimasi che non habeo altrimenti fiato; indi con adagiatura, obbedendo forse senza saperlo allo mio amico, ero inviato verso casa.
Nello tempo che camminavo la strada, vennemi cogitazione, la quale si era: habere visione, grazia la quale erasi ripetuta già. Ed allora fui ratto in ispirito, che non ero ancora entro in dimora.
Io vidi lungo pantano[69] entro lo quale batteansi di molte anime, le quali di molto sfavellavano; presomi freddo per le loro parole, fui ratto più elevato e vidi.... una lunga fila di uomini luminosi, li quali, endo su pedana di angeli, traevano seco loro e diretro chi dua chi dieci ispiriti habenti diversità di luce.
Seggiuti sovra[70] umilissimi servi angeli e da loro condutti per lo aere, vid'io ispiriti lordissimi di corpo e vestimenta, di volto angelichissimo, li quali non possedevano però luce maiora degli alteri a disotto.
Ivano li beati sulla fila di angeli e di nugole luminose; molto però faticavo in visione di loro; ma ecco che venuti al paragone estremo, spiccare volo altissimo gli uni li quali si erano li sucidi; magni addivennero li più bassi; cotalchè nelle smisurate braccia accolsero quei che erano loro seguito e seco volaro.
Nel tempo che tutti erano scomparsi e addivenuti stelle lucenti nello alto dello cielo, comparimmi agnolo così dicentemi: — «Or tu desideroso di cognizioni, apprendi come vanno nello cielo entrambi, e colui che ammaestra i popoli e lo custode unico di se. Or mi segui e vedrai.
Abbracciommi lo beato, e lo dolce amplesso caldo e molle di sue ali provai per alcun tempo, nello mentre che spaziava le infinite miglia! Tirommi poi fuora; mostrommi e vidi....! ma come mostrerò io e dirò io a vui?
Luce regnava maestra nello loco di Iddio!....
Quando fiatossi vista mia alla stupendezza, vidi gruppi di ispiriti li quali conversavano e mi pareano beati; ma non entravo, tanto mente mia era sconfitta. Poi dissemi lo agnolo, allo ricordo del quale visibilio tutt'ora: «apprendi come chi insegna allo mondo gode quivi, non per se solo, ma per coloro eziandio che acquistò alla beatitudine». Indi aprendo le mani, lasciommi cadere in spazio.
Soffrii per poco contrazione nel dentro la quale mi destò così tanto beato che non tenevo.