Non è parso anche a te di assistere al graduale svolgimento di un unico fenomeno che dalla semplice sensazione passato ad invadere l'immaginazione e da questo penetrato, a poco a poco, nel dominio più elevato delle facoltà della mente, vi abbia risvegliato e messo in moto energie sopite e ignorate, di miracolosa apparenza? Non ti si è presentato spontaneamente dinanzi il concetto di una strettissima analogia tra lo stato normale e l'anormale, tra il sonno e il sonnambulismo provocato, tra lo stato magnetico e lo spiritico, fra questi due e lo stato ordinario delle nostre facoltà intellettuali?

Certamente analogia non vuol dire identità; ma la differenza non può neanche significare che un fenomeno esca dal circuito dei fatti naturali tanto da doversi attribuire ad un agente fuori di noi.

La nostra ignoranza intorno alle funzioni del sistema nervoso e del sistema psichico che gli corrisponde ci impone di essere circospetti. Tu rideresti certamente di un medico che volesse attribuire i fenomeni della gran nevrosi isterica al vecchio intervento del diavolo. Le demoniache di una volta oggi non vengono più bruciate ma condotte negli ospedali o rinchiuse nelle Case di salute; e la Chiesa cattolica non fiata. Tu rideresti egualmente del tuo medico se ricorresse all'azione di forze ignote, tutt'altre che quelle del magnetizzatore e della magnetizzata, per spiegarti i fenomeni sorprendentissimi del sonnambulismo provocato. O perchè, domando io, non dobbiamo trattare alla stessa stregua coloro che, pur riconoscendo gl'intimissimi legami tra il sonnambulismo provocato e i fenomeni dello spiritismo, s'inalberano poi all'ipotesi che questi, con la loro base anzi radice in quegli altri, possano esserne semplicemente una varietà, sebbene molto distinta e più straordinaria?

Ammettendo che la scienza, o meglio, che certi scienziati si siano affrettati a conchiudere troppo presto colle loro recise negazioni, non devesi pure ammettere che gli spiritualisti e i credenti spiritisti si siano affrettati troppo presto anch'essi conchiudendo affermativamente? A me pare di sì.

E mi pare più giusto il convenire che con tutto il meraviglioso progresso delle nostre cognizioni positive, nel presente anno di grazia mille ottocento ottantaquattro, noi ci troviamo, di faccia a molti fenomeni naturali, nella stessissima condizione dei poveri selvaggi al cospetto di altri fenomeni spiegabilissimi per noi e per essi ancora un mistero. Però noi, selvaggi della civiltà, ammaestrati dalla storia, dovremmo condurci assai diversamente di quelle misere creature poste dalla loro cattiva sorte nei più bassi gradini della gran scala umana. Invece, forse per una severa legge dello spirito, procediamo alla stessa guisa.

Inoltre, siamo avvolti nella nebbia dei pregiudizii, tutti, scienziati e non scienziati; tanto i materialisti presi dalla paura di vedersi forzati, dai fatti, ad ammettere l'esistenza di un qualcosa non semplicemente materia; quanto gli spiritualisti atterriti dall'idea di veder quel qualcosa, dagli onori di puro spirito immortale, degradato alle condizioni di un che nè tutto spirito come essi l'intendono, nè tutto materia come l'intendono quegli altri. E il curioso è che, stringi, stringi, nè gli uni sanno nulla di positivo, di veramente scientifico, intorno al loro spirito immortale, nè gli altri nulla di positivo, di veramente scientifico intorno alla costituzione della loro materia!

Sì, siamo ancora avvolti nella nebbia dei pregiudizii, tutti, scienziati e non scienziati. A seconda delle nostre idee preconcette, la verità ci fa paura e le andiamo incontro fino a un certo punto, fin dove ci torna comoda, fin dove colla nuda e cruda attestazione del fatto non ci mette alle strette di dover confessare umilmente la nostra grande ignoranza. Se così non fosse, non avremmo ora la cocciutaggine della scienza nel negare fatti evidentissimi che saltano agli occhi da ogni parte, nè l'altra di attribuire risolutamente tali fatti a cause supernaturali, come se fossero già stati esauriti tutti i possibili mezzi di esame per annodarli alla gran catena dei fenomeni del mondo inorganico e dell'organico, dato che siano due mondi e non uno solo, solissimo.

Claudio Bernard, nelle conversazioni e dalla cattedra, ripeteva sempre: un fait morbide n'est que l'exagération d'un fait normal.

Tolto via quel morbide, che qui non c'entra, non parrà ardito l'affermare che i fatti eccezionali, sorprendenti, miracolosi, siano soltanto l'esagerazione di fatti normali.

Io potrei facilmente ridurre questa lettera alle proporzioni di un grosso volume, registrando una serie di fatti autentici, indiscutibili, nei quali le ordinarie facoltà del nostro organismo sonosi elevate ad una potenza eccezionalissima, da rasentare il sonnambulismo provocato, lo spiritismo ed anche il miracolo, senza che per ciò si tratti di fenomeni precisamente magnetici, spiritici o di miracoli religiosi.