[71]. Questi e gli altri puntini, dove il senso s'interrompe, indicano le parole illeggibili del manoscritto. La scrittura, a lapis, è grossa, affrettata, intramezzata da serpeggiamenti di linee, da parole rimaste a mezzo e poi riprese; vi si scorge con evidenza il continuo agitarsi del braccio e la natura automatica del movimento.

[72]. Il fulmine colpisce e non è visto.

[73]. Paris, librairie J. B. Baillière et fils, 1883.

[74]. Il Giunta si provò a fare, col mio consenso, quello che a me non riusciva. Ma il suo lavoro, pubblicato in un fascicolo del Giornale Napoletano, col titolo Un Ritratto, inciampò nello stesso scoglio ov'ero più volte inciampato io: l'allucinazione non vi era resa con evidenza; ed era l'importante, l'essenziale.

[75]. L'homme et l'intelligence, pag. 235.

[76]. Ivi, pag. 237.

[77]. La signora Cesira Siciliani-Pozzolini.

[78]. Jacobus ha risposto alle osservazioni del Carducci e del D'Ancona, nella seduta del 5 febbraio di quest'anno (medium Gordigiani). Questo piccolo documento non è meno curioso degli altri.

Domanda. Scrivesti tu mai in vita prose italiane o soltanto trattati in latino?

Jacobus. La era lingua più prossima. Solo alle femine si dicea in volgare. Se memoria servemi, in volgare dissi io pure, ma ciò anzi (innanzi) la conversione. O beato Iddio!