XIX. UN TIPO COMICO.[78]

Renè. Qu’est-ce que c’est done que les affaires, monsieur Giraud?

Jean. Les affaires, c’est bien simple, c’est l’argent des autres.

(Dumas fils. La question d’argent, acte deuxième, scène VII).

Il titolo richiama subito alla memoria Mercadet, La question d’argent, Maître Guérin, La Contagion. (Non cito nè l’Honneur et l’Argent, nè le Bourse del Ponsard perchè, più che commedie, son delle satire dialogate.) Si pensa anche a Turcaret, al Ludro e al suo predecessore Scapino, gli affaristi di bassa lega.

Già Ludro è un gran progresso su Scapino; è un personaggio serio. Ha fiutato la nuova società, ha intravveduto che il suo ingegno d’intrigante potrà poscar nel torbido di quest’alta marea di súbiti guadagni che invado tutto le classi; si è ripulito, si è rimpannucciato, ha lasciato la campagna per la città od è diventato Mercadet. Vive ancora di espedienti, di piccole ma abili risorse, sa piangere, sa svenire, sa fare il milionario quando non ha nemmeno un soldo nel taschino del panciotto; sa tornare a tempo Ludro e Scapino e raccorre con premura da terra il cappello del suo creditore e ripulirlo colla manica del suo abito, per torgli di mano mille scudi. Fatto attore, ride per far ridere, e passa improvvisamente dalla farsa alla tragedia: — je suis au desespoir, je vais me brûler la cervelle — sempre fra lo scettico e il sincero, tra il cinico e l’ingenuo, capace d’esser intrigato anche lui, il grande intrigante, ma pronto a rivolgere in suo favore gli stessi elementi che lo han combattuto.

Nel momento della più grande disdetta, quando tutti i piani con tant’arte combinati gli si sbaragliano dinanzi, Mercadet come il gigante della favola si sente rinvigorire dalla sua caduta a terra. Oui, toutes mes dettes seront payées!... Et la maison Mercadet remuera des millions! Je serai le Napoléon des affaires! Et sans Waterloo!

Però siamo a mille secoli di distanza, siamo nel 1839! Mercadet era un semplice faiseur; aveva per moglie una donna virtuosa, borghese al pari di lui, che lo aiutava negli intrighi, ma che glieli scombussolava quando ci sospettava sotto un che di disonesto. Dal 1839 al 1857 Scapino-Ludro-Mercadet ha avuto tempo di diventare il Jean Giraud della Question d’Argent. Il faiseur è già speculatore, affarista, comico ancora un poco, ma intrigante a viso aperto. Mercadet potrà esser sorpreso a mormorare fra sè: il a de l’aplomb! dopo un tratto di franchezza del suo avversario. Jean Giraud è la franchezza in persona; non si meraviglia di nulla: sa quel che vale, cioè quel che valgono i suoi milioni, e quando si ride di lui, gli basta osservare: «cettc fois, j’ai dit une bêtise, une vraie!»

Il mondo di Mercadet è borghese, esclusivamente borghese; Jean Giraud tenta sollevarsi più alto: vuol penetrare nel mondo aristocratico; si contenterebbe di sposare una fanciulla povera, ma che avesse un bel casato, la signorina di Roncourt, per esempio: «Que voulez-vous! le monde, le monde c’est ma tocade. Les gens comme il faut me tournent la tête!» Ma non bisogna crederlo sulla parola. Il suo matrimonio sarebbe una speculazione anch’esso. Nel contratto egli vorrebbe riconoscere un milione di dote alla moglie che non ha nulla. Gli affari sono come una grande scala. La scala può rompersi, ed allora è bene saper di trovare in qualche posto un milioncino sul quale i creditori non avrebbero presa.

Benchè frequenti il gran mondo, il Giraud è ancora rozzo, mal destro e, sopratutto, un po’ vigliacco. Non si batte, ma minaccia di fare uno scandalo. La sua forza consiste nel sapere che nel gran mondo, come nel piccolo, l’intérêt passe avant tout. Egli, Girami, è il denaro, e il denaro non si mette mai alla porta. Infatti non sa rinvenire dalla sorpresa quando, riapparendo dopo una finta scappata all’Hâvre che ha fatto guadagnare delle centinaia di migliaia di lire ai suoi clienti, egli si vede rifiutati i guadagni e si sento giudicare a questo modo: «Voi non siete un uomo cattivo; voi siete un uomo intelligente che ha perduto nella baraonda di certi affari la nozione esatta del giusto e dell’ingiusto, il senso morale alfine. Avete voluto acquistare la stima per mezzo del denaro; dovevate fare all’inverso: guadagnare il denaro per mezzo della stima!» Giraud, è vero, fa un’alzata di spalle sdegnosa e va via; ma la sua sorpresa, il suo sbalordimento sono così grandi che sbaglia perfino nel prendere il cappello.