Quinci fiumi, burroni, argini, valli

Travalicando impetuosamente

La fiumana precipite appressarsi

All’atterrite mura... Oh quanti un nume

Fabbricò mali a la gentil mia terra!

Non sono dei più belli del Vigo, ma ho voluto trascrivere questi versi, perchè la recente eruzione dell’Etna e i tremuoti e i disastri di Santavenerina Guardia danno ad essi in questi giorni il tristo colorito dell’attualità.

Belli davvero mi paiono i seguenti che descrivono una notte ed il simoun del deserto egiziano:

Pei superni azzurri

Lucidissima, bianca e senza veli

In tutta sua rotondità la luna