Sorgea, qual funeral cippo pel nudo
Orror di un cimitero; e il guair bieco
Di jene e tigri e sciaccàli pel morto
Aere, senz’echi, si perdea. Da lunge
Le inghirlanda la zona, ove un’eterna
Primavera verdeggia, infra i zampilli
Di scorrevoli argenti, e decrollate
Piramidi, delubri e sfingi e tombe
Insculte in sacre note al vulgo arcane.
. . . . . . . . . . Appena il sole