Vaganti per immenso etere, come
Rondini in cerca di lontani lidi,
Una dolcezza non provata mai
Di lagrime e di sogni...
Si crede, ripeto, che avremo da fare con una creatura viva; ma poco dopo, ecco il poeta che ci dice:
L’incredul occhio ai firmamenti spinse,
E, dove sei, sclamò, tu che presumi
Regnar l’anime eterne? Alzati e pugna:
L’uman genio ti sfida!
Ma che significa questa sfida, se Lucifero, cioè l’umano pensiero, già penetrata l’essenza del gran fantasma di Dio, sa che dietro il fantasma non c’è nulla? A che venirci a parlare di un Dio che lo fulminò dagli astri quando osava domandargli s’egli era il Vero? Perchè narrare: