Per compire la rassomiglianza, furono tutti e due conservatori in politica, e il Gavarni ebbe sempre sul cuore, come un rimorso, l’unica caricatura politica che avesse fatto in tutta la sua vita, Le Ballon perdu, contro Carlo X, nel 1830. Degli odii politici diceva: Sono errori che io non posso commettere; c’è troppo fiele e assai poca sincerità. E di una delle rivoluzioni francesi: Questo popolo insensato ha spinto la questione del progresso fino alle fucilate!

Dopo il quarantotto Luigi Blanc, a Londra, tentò di convertire il Gavarni alle sue idee e farne un potente strumento per la propaganda del suo sistema. In un pranzo in casa del celebre drammaturgo Taylor, dato a bella posta per farli trovare insieme, il Blanc fece cadere a poco a poco la conversazione sul tema del progresso, e accalorandosi, con voce alta, con occhi scintillanti, gesticolando, tracciò un gran quadro dell’Umanità lottante, vittoriosa, elevatasi gradatamente sino alla cima dei suoi alti destini. Il Gavarni, seduto presso il camino, colla testa bassa, fumava e pareva ascoltasse con molta attenzione. Allora il Blanc, incoraggiato, gli fece notare quali servigi potesse rendere all’Umanità mettendo la sua matita sotto la bandiera del progresso. Il Gavarni stava zitto e avvolgeva lentamente una sigaretta.

— Insomma, disse il Blanc, io vi ho mostrato il gran dramma del progresso. Volete esser dei nostri per continuarlo?

— Il progresso? rispose finalmente il Gavarni; ma io non ci credo al progresso!

Il Gavarni ce l’aveva un po’ col Blanc, perchè questi era stato membro di quel governo provvisorio del 48 che aveva abolito la prigionia per debiti.

— È un gran delitto? gli disse il Blanc.

— È un atto della più abominevole tirannia. Vorrei sapere con che diritto mi si toglie la libertà d’impegnare la mia libertà per procurarmi del denaro?

La donna occupa un gran posto nella vita del Gavarni; dovrei dir meglio: le donne. Il suo giornale reca delle filze di nomi che non finiscono più: Fanny, Luigia, Amanda, Arsenia, Atalia, Eugenia, Teresa, Giulia, Florida, Manette, ecc. ecc. E non dei nomi soltanto, ma delle scene piene di osservazioni finissime, ma degli studii sul cuore delicatamente fatti e deliziosamente scritti, che per poco non presero la forma di libro, d’un romanzo, come quello che il Sainte-Beuve analizza dandone larghissimi estratti.

Il Gavarni ebbe sin da giovinetto l’abitudine d’osservarsi e di notare le sue osservazioni.

«Io sono incapace d’amare, egli scrive parlando d’un’Angelica per la quale aveva avuto un capriccio di desiderio: non l’avrei amata più delle altre. Qual’è dunque il sentimento che ho quando vedo una donna?