È una delle poche volte che l’elzeviro mantiene le sue allettanti promesse.

— Ma è proprio poesia questa, che va così terra terra? Questa, che al partito di esser semplice, schietta, alla mano, sacrifica persino....

— Capisco, capisco! Accordatemi che qui c’è una nota affatto insolita per noi italiani, e vi concederò facilmente che ci si può trovare, qua e là, un po’ d’eccesso nella misura. Accordatemi che queste confidenze riprodotte dal Betteloni, che questi bavardages d’un minuto della vecchia dama galante lasciano una gentile e durevole impressione, e vi concederò che qualche volta la povera vecchia ha delle intermittenze, delle stanchezze, e che allora il suo cavalier servente ha torto a prestarle la sua attenzione.... Ma si tratta, ricordatevene, d’un vero innamorato. È molto che, innamorato com’è, non senta la tentazione di domandarle più di quello che ora gli potrebbe concedere.... Senza dubbio, il Betteloni lo sa meglio di noi che è vecchia; e forse non tanto lo seduce il presente, quanto il passato di lei. Colle vecchie signore galanti accade spesso così.

Quello che non vorrà mai sentir parlare di vecchiezza della poesia è l’autore della In solitudine, un innamorato timido, ma cotto, stracotto, che ha tutte le arditezze dei timidi, e tutti gli entusiasmi di chi s’affonda in una unica passione nella vita. Delle cattive lingue hanno tentato di dargli ad intendere che la poesia era morta. E lui:

Quando avran tutti obliata

La tua luce, la tua fè,

Su quell’urna abbandonata

Resterò solo con te.

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