Musa, cantami all’orecchia
Qualche vecchia ninna nanna.
E lei, compiacente:
Ninna nanna! Era una volta
La natura immensurata
Nelle tenebri sepolta....
una ninna nanna seria, seria, nuova, che culla dolcemente e fa fantasticare come una musica di Beethoven.
Da quest’In solitudine si potrebbe tirar fuori un interessante elzeviro, d’un gusto un po’ aspro per certa sprezzatura della forma, ma sano, ma muscoloso, come non è facile trovarne molti fra gli elzeviri più in voga. Sul frontispizio potrebbe anche leggersi il nome dell’autore, Tommaso Cannizzaro, che non ha nessuna ragione di tenersi nascosto... Ma sì! andate a parlare di cosmetici per la sua dama a questo benedettissimo innamorato!
PIETRO COSSA[18]
Durante la prima rappresentazione della Cecilia del Cossa ricordavo alcune parole dettemi, parecchi anni fa, nel simpatico foyer del teatro Niccolini di Firenze.