Volli, nol niego; a me stesso tormenti

Io procacciai per dar soccorso all’uomo.

A Mercurio dice:

Io t’assicuro

Non cangerei la mia misera sorte

Con la tua servitù. Meglio d’assai

Lo star qui ligio a questa rupe io stimo

Che fedel messaggiero esser di Giove.

E quando tutto crolla attorno a lui per l’alta vendetta del Tonante, il suo grido non è altro che una nobile protesta innanzi alla madre Temi ed all’Etere generatore di ogni cosa.

O veneranda madre,