—Mia bella damigella, permettete che un vostro cugino vi presenti i suoi omaggi. Son venuto preparato ad ammirare la bellezza e la grazia, ma se avessi saputo la realtà che mi aspettava non avrei creduto poterla trovare senza uscire dai confini della terra.
Dopo di che si rivolse al conte, e si dedicò affatto a lui come se Ida non ci fosse stata.
Un po' più tardi si andò a tavola, e per tutto il tempo del pranzo il marchese sostenne una conversazione brillante e fiorita, essendo sempre cordialissimo col padre, e colla figlia di una galanteria che datava da due secoli.
Quella notte Ida dormì male. Un avvenimento qual era l'arrivo sì poco aspettato di quell'elegante cugino non poteva a meno di occupare la sua immaginazione. Inoltre una voce segreta, ch'ella stessa non sapeva ben spiegare, l'avvertiva che il marchese di Sentis era venuto per lei.
Ne pare di aver già detto che Ida aveva quasi vent'anni. La sua bella gioventù le splendeva in fronte come un'aureola e le cantava in cuore come una sirena. Pure era vissuta ben tranquillamente. Ella sapeva poco del mondo; l'esistenza brillante che le giovani sue pari conducevano nella capitale, quella splendida cerchia di divertimenti e di noie, non la conosceva che di nome. Il suo cuore batteva, ma non aveva mai palpitato. Il soffio inebriante della primavera, che fa sembrare più fragranti le rose e più lucenti le stelle, era passato su di lei—pure ignorava ancora l'amore. Era di quelle nature passive e indifferenti in apparenza, sovente piene d'ardore nascosto—ma ella lo ignorava. Le avevano dato, per l'epoca, una buona educazione—nella quale i più severi principii religiosi tenevano il primo posto—e le avevano ben ficcato in testa che i Montsauron erano tra le prime famiglie di Francia, e che ella era destinata ad un gran matrimonio.
Le sue previsioni riguardo al marchese non erano errate. All'indomani suo padre entrò di buon mattino nella sua camera, la baciò ancor più affettuosamente del giorno prima e si assise al suo fianco dicendole che aveva a parlarle di cose importanti. In due parole le disse che il marchese di Sentis era venuto apposta dal fondo della Normandia per vederla—perchè voleva prender moglie e l'unione con la loro casa la credeva un onore—che l'aveva trovata più bella di quel che si aspettava e che domandava la sua mano. Ch'egli aveva ancora alcuni affari da terminare al castello di Sentis, ma fra poco sarebbe tornato a prendere la risposta.
—Egli ha un gran nome ed è assai simpatico. Ieri mi pareva che non ti dispiacesse. Mia cara, non dubito della tua risposta.
Tutto ciò Ida se lo aspettava un poco. Perchè dunque le parole di suo padre le fecero uno strano effetto? Si sentì una fitta al cuore ed il leggiero rossore, che le era montato al viso in principio, si cambiò in pallore. Era forse un presentimento?
Il conte, attribuendo tale confusione a tutt'altro motivo che al vero, soggiunse sorridendo sapientemente:
—Non rispondi, mia cara? Già, il silenzio in queste circostanze è la maggior risposta, e così dicendo uscì frettolosamente.