S'assise al cembalo, ed accompagnandosi, cantò la canzone di Weber.
La sua voce non sembrava quasi più di questa terra.
Dopo un istante, tutta la sala era impregnata di quegli accenti….
Nell'uscire trovò Paolo.
Non sembrava vederlo, benchè lo fissasse coi suoi grandi occhi pieni di luce ignota.
Egli le prese le mani, coprendola di baci.
Ma ella le ritirò e scoppiando in un riso convulso che echeggiò stranamente tra le vecchie pareti, disse con voce rotta:
—Non mi toccate, signore.—Sono la marchesa di Sentis.
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La misera fanciulla non potè più ristabilirsi. S'ammalò e la malattia fu lunga, e sebbene non dolorosa, senza rimedio.