Era la prima volta che la marchesa gli parlava su questo tono. I discorsi che avevano tenuti fino allora, anche nelle rarissime volte che si erano trovati soli, erano sempre stati dei più frivoli e cerimoniosi. Perchè ora gli parlava così, certo ella non se non lo sarebbe saputo spiegare nemmeno a sè stessa. Armando si sentì stranamente turbato, benchè vi fosse nella sua maniera una punta d'ironia maligna che non sapeva capire. Non se l'era mai detto, ma oramai il suo cuore palpitava per la marchesa come non aveva mai palpitato. Il turbamento che qualunque delle belle donne ch'egli vedeva cagionavagli, non era da confrontarsi con l'estasi in cui la contemplazione della marchesa lo immergeva. Le altre gl'infiammavano l'immaginazione, questa il cuore; era invidioso dei giovani che avvicinavano la contessa di Grives o la Champrosé, di chi corteggiava la marchesa era geloso. Inoltre, quella sera ell'era diversa dal solito. Le sue guancie erano tinte di un roseo più vivace, i suoi occhi scintillavano più micidiali del solito; vi era in ogni sua parola, in ogni suo movimento una straordinaria animazione; e nella lentezza regale dell'incedere qualcosa di più trionfante che mai.
Armando in quel punto era fuori di sè, e con voce tremante rispose:
—No, signora marchesa, non mi è permesso sognare. Non mi è lecito nemmeno di pensare a quella a cui darei la vita.
Appena pronunciate queste parole, che gli sgorgarono quasi involontariamente, il rossore della confusione gli montò al viso.
La marchesa, con quell'istinto di donna che non sbaglia mai in simili casi, comprese tutto e un sorriso satirico passò sulle sue labbra rosee.—Volle spingerlo fino in fondo, e rispose con una intonazione dolcissima:
—Davvero? Ve ne compiango. Ma perchè siete tanto persuaso della crudeltà femminile? Con la vostra figura…… col vostro ingegno…. potete aspirare a molto…. e uno sguardo inebriante seguì queste parole.
Armando sentì tutto il sangue che gli rifluiva al cuore.
—Fatemi le vostre confidenze, proseguì la marchesa con un'espressione indescrivibile e uno sguardo da sirena. Chi è la bella?
Armando volle rispondere qualcosa, ma le parole non gli venivano. Aveva la testa sconvolta. Afferrò febbrilmente la mano della marchesa e la coperse di baci ardenti.
Ella, cui non si osava che baciare rispettosamente la cima delle dita, non se ne offese, ma continuò pacata e sempre con una strana espressione: