Nell'uscire trovò Maria sulla scala.—Dica, esclamò appena lo vide, come sta il signor Guglielmo?
—Abbastanza bene, egli rispose, un poco stupito dell'inquietudine della fanciulla.
—Ah! signore, riprese Maria, la guardi che non v'è bisogno d'essere a letto per essere ammalato.
—Ma Guglielmo non è ammalato.
—Voglia il cielo ch'ella possa aver ragione! Eppure, a dirle il vero, ho paura ch'ella si sbagli. Quel ragazzo si rovina a forza di studiare sulle note….
È impossibile farsi un'idea dell'effetto straziante che facevano quelle parole da nonna, dette da quella fanciulla. La voce malferma indicava poi chiaramente ch'ella era turbata. Che accadeva in quell'anima oscura?
—Maria, disse il giovane, sono assai contento d'averti trovata; puoi essere utile a me ed a Guglielmo.
Gli occhi infossati della fanciulla sfavillarono.
—E come?
—Ascolta: io dovrò probabilmente partire per qualche giorno, forse per qualche settimana. È meglio che ti confessi che anch'io non sono tranquillissimo sul conto di Guglielmo; badaci dunque tu più che ti sia possibile durante la mia assenza. Spero di poter venire ancora domani, ma se dovessi subito partire, te lo affido fin da oggi. Guarda come sta, osservandolo bene, e al mio ritorno, che affretterò, sappimi dire cosa fece in questo tempo.