Nella vita moderna comprendiamo
La storia tutta degli amor passati.
—Dal dì che ingenuamente il motto: t'amo
Diciam, la prima volta innamorati,

Non sentiam solo in noi l'antico Adamo,
Ma insieme al suo l'amor di tutti i vati,
Il desir forte ed il languire gramo
Del mesto cor, dei sensi inacerbati.

Nell'estasi più pura che levarne
Può fino al cielo, pur sentiamo invisa
La colpevol memoria della carne:

Nel loto ove sguazziamo in bassa guisa
Un pensiero risorge a tormentarne,
E sogniam d'Abelardo e d'Eloisa.

X.

UNA VOCE

*

Era deserto il vasto cimitero,
Nella pace suprema silenzioso;
Qua e là pel verde prato, maestoso
S'alzava un monumento alto e severo.

E tra una fila di cipressi tristi
Stavan gli umili avelli al par sacrati;
Molti che qui passarono obliati
Alfin dormivan là cheti e non visti.

Pendean dal tempo scolorite e storte
Le antiche croci in legno nero—rotte
E infracidile ognor dalle dirotte
Pioggie inondanti il campo della morte.