E nella ferrea età medioevale
Dalle barbare pugne e dai portenti,
Tra i fati avversi ed i furor cruenti,
Crescea pallido il fior dell'ideale.
Sostenea ne' perigli e negli stenti
Il giovin paggio una cura immortale;
Ei tenea chiusa nel cuore leale
La bella fede de' suoi dì ridenti.
Un sorriso bastava. Egli moriva
Per la divisa sovra il brando scritta,
—O se tornava alla natìa sua riva
Per più non ritrovar la derelitta,
Il vecchio cavaliero ancor sen giva
Con la corazza da uno stral trafitta.
* * *
Poi divenne l'amor falso, elegante,
Al dolore ribelle e insiem crudele;
E se restava un core ancor fedele
Pareva in uggia al secolo incostante.
Il convento s'apriva a qualche amante
Sconsolata, e chiudevasi.—E le vele
Verso Citera vôlte al suono de le
Vïole seguitava il trionfante
Tragitto il bel navilio pien di suoni,
Dai cordami di seta rispondenti
Come corde di cetra alle canzoni.
Le donne artificiose e sorridenti
Scordavano le labili passioni
Col core pronto ai capricciosi eventi.
* * * *