PAESAGGIO
Tutto riposa al raggio della luna,
Ma il viale è nell'ombra a noi davanti.
S'ergono all'aura in lunga fila bruna
I profili degli alberi giganti.
Biancheggia in fondo tacita la villa
Tutta chiusa, deserta o addormentata.
Non si scorge laggiù lume o scintilla,
Ma la vôlta del ciel tutta è stellata.
Un poema infinito ed amoroso
Le foglie vi susurrano giulive…
Il parco nella notte appar festoso
E le statue intraviste quasi vive.
Dormono i nidi ed i fragili fiori
Posan col capo languido che pende,
Si confondon le forme ed i colori…
—E l'ombroso vial qualcuno attende.—
XXXIII.
A EMILIO PRAGA
Il gracile tuo corpo lotta fiera
Brevemente pugnò:—Ma vinse alfine
L'alma alata e fuggì. Misera fine,
Vittoria altera!
L'alma fuggì pari ai fulgenti versi
Che uscìan da te quasi inconsciente e ignaro
—E se ne andavan per le vie dispersi
Del mondo avaro—
E mentre qui tarda giustizia ormai
Al tuo nome si rende sull'avello
Che incoronato di pòstumi rai
Risorge bello,