[53] E però (per hoc) fa presentata a Massimiano, Che re era a que’ di sopra i pagani.
[54] Ab=ap, dal lat. apud, che dal significato di presso passò a quello di con, e si ritrova anche nel moderno francese avec, il quale deriva appunto da apud hoc (con ciò), trasformatosi successivamente in abhoc, aboc, avoc, aveuc, avec.
[55] Nithardi, Historiarum libri IIII; Hannoverae, 1870 (edizione curata dal Pertz); pag. 38–39.—Tentiamone una traduzione letterale: «Per amor di Dio e per comun salvamento del popolo cristiano e nostro» (dalla traduzione tedesca si vede che christian poblo rappresenta un genitivo), «da questo dì in avanti, in quanto Dio sapere e potere mi dona, sì salverò io questo mio fratello Carlo, e in aiuto e in ciascuna cosa» (cioè: lo salverò, gli gioverò, con l’aiuto e in qualunque altramaniera). Ma forse ha ragione il signor Clédat, il quale crede che l’et che segue aiudha sia un errore del manoscritto, e che originariamente dovesse dire er, prima persona singolare del futuro di estre. Cfr. Revue des Langues romanes, octobre–décembre 1885, «sì come uomo per dritto suo fratello salvar deve, in ciò che egli a me altresì faccia» (in tutto ciò che egli faccia anche a me, che è poi quanto dire: a patto che egli mi faccia altrettanto); «e con Lotario» (loro fratello) «nullo accordo mai prenderò, che, per mio volere, a questo mio fratello Carlo in danno sia.—Di questo giuramento, come dell’altro, prestato del pari in romanzo e in tedesco dalle milizie, può vedersi il facsimile nella raccolta intitolata: Les plus anciens monuments de la langue française (Didot edit., 1875), dove fu riprodotto dal prezioso codice della fine del decimo o del principio dell’undecimo secolo, appartenuto già alla Vaticana e poi emigrato a Parigi. Col detto facsimile è stata collazionata dal prof. E. Monaci la nostra lezione, che è un po’ diversa da quella del Pertz e d’altri.
[56] Per esempio, l’o da au in cosa (lat. causa), l’u da o lungo accentato in dunat, il t di terza persona del presente conservato nello stesso dunat, in fazet, ecc.
[57] Dante, Inf., XXV.
[58] Diss. cit., col. 457.
[59] Eccone un piccolo saggio:
Per me si va nella città dolente,
Per me si va nell’eterno dolore,
Per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto Fattore;
Fecemi la divina Potestate,
La somma Sapïenza e il primo Amore.
Par moi se va dans la cité dolente,
Par moi se va dans l’éternel dolor,
Par moi se va parmi la gent pullente (vile).