Justice mut mon souverain Faitor;
Et si me firent devine Poestés
Raisons hautisme
(altissima) et premeraine Amor.

Ed ecco le medesime terzine, tradotte in provenzale dal Raynouard:

Per me si va en la ciuta dolent,
Per me si va en l’eternal dolor,
Per me si va tras la perduta gent.

Justizia moguet el mieu alt Fachor;
Fez mi la divina Potestat,
La summa Sapienza e ’l prim’Amor.

[60] È nel secondo verso del Cantico di Sant’Eulalia:

Buona pulcella fut Eulalia,
Bel auret corps, bellezour (più bella) anima.

Si badi ch’io dico: scrivevano. Come poi pronunziassero è un’altra questione, la quale s’intreccia con quella della qualità del verso. Il Meyer, per esempio, crede che anche in questo luogo si pronunziasse âme. (Cfr. Littré, Op. cit., vol. II, pag. 305–07.) Altri invece credono che il vocabolo anima sia qui usato come un mero latinismo, con la pronunzia e l’accentuazione propria del latino. Comunque sia, quest’esempio del nono secolo, trascurato fin qui nella storia di âme, è utile e legittimo non meno degli esempi successivi.

[61] Per esempio, il con, per com=cum, si trova anche una volta nella famosa iscrizione osca di Banzia: con preivatvd vrvst=cum privato–erit. Cfr. Fabretti, Glossarium Italicum, sotto Con e Com.

[62] Memorie e Documenti per servire all’istoria del Ducato di Lucca; tom. V, par. II, pag. 15.

[63] Ibid., tom., IV, pag. 76.