Belcredi. Ma che! Ma che!
Donna Matilde (senza dargli retta, rivolgendosi al Dottore). I miei capelli, dottore, sono difatti bruni—come quelli di mia figlia. E perciò s'è messo a parlare di lei!
Belcredi. Ma se non la conosce, vostra figlia! Se non l'ha mai veduta!
Donna Matilde. Appunto! Non capite nulla! Per mia figlia intendeva me; me com'ero allora!
Belcredi. Ah, questo è contagio! Questo è contagio!
Donna Matilde (piano, con sprezzo). Ma che contagio! Sciocco!
Belcredi. Scusate, siete stata mai sua moglie, voi? Vostra figlia, nel suo delirio, è sua moglie: Berta di Susa.
Donna Matilde. Ma perfettamente! Perché io, non più bruna—com'egli mi ricordava—ma «così», bionda, mi sono presentata a lui come «Adelaide» la madre.—Mia figlia per lui non esiste—non l'ha mai veduta—l'avete detto voi stesso. Che ne sa perciò, se sia bionda o bruna?
Belcredi. Ma ha detto bruna, così, in generale, Dio mio! di chi vuol fissare, comunque, sia bionda sia bruna, il ricordo della gioventù nel colore dei capelli! E voi al solito vi mettete a fantasticare!—Dottore, dice che non sarei dovuto venire io—ma non sarebbe dovuta venire lei!
Donna Matilde (abbattuta per un momento dall'osservazione del Belcredi, e rimasta assorta, ora si riprende, ma smaniosa perché dubitante). No... no... parlava di me... Ha parlato sempre a me e con me e di me...