[39]. Pag. 113.
[40]. Vedi Introduzione alle Fonti dell'Orl. Fur., seconda ed. pag. 20 (Firenze, Sansoni, 1900).
[41]. Vedi in Critica militare (Messina, Trimarchi, 1907) lo studio La fantasia dell'Ariosto (pubbl. prima su la Nuova Antologia).
[42]. È curioso veramente il notare a quali aberrazioni potè essere condotto il Rajna dalla smania di sorprendere a ogni costo il poeta del Furioso con le mani nel sacco altrui. A proposito di questo episodio di Sacripante e Angelica, cita nientemeno che 12 esemplari, che l'Ariosto avrebbe dovuto aver presenti. E non si accorge ch'è stupido senz'altro il ravvicinamento di queste pretese fonti, poichè nell'Ariosto, invece del solito cavaliere che ascolta furtivo i lamenti, abbiamo Angelica, proprio lei in persona. Ma questo, — ha il coraggio di notare il Rajna, — «è una differenza di sommo momento per Sacripante, ma secondaria per noi.» Già! come dire che, se veramente il Tasso ebbe presente il battesimo di Sorgalis nei Chetif a proposito del battesimo di Clorinda, è differenza secondaria che Tancredi battezzi Clorinda in luogo di un'altro cavaliere qualsiasi! Sapete quali sono invece le parti sostanziali? Erba, alberi, acqua, se è giorno o notte, e simili altre amenità. Come se Angelica non fosse nel bosco fin dal principio del canto! Avrebbe potuto risparmiarsi il Rajna tanto sfoggio di erudizione e venir senz'altro all'episodio di Prasildo nel Bojardo. La differenza però rimane sempre sostanziale. L'Ariosto prende un verso al Bojardo:
Che avria spezzato un sasso di pietade;
ma glielo corregge così:
Che avrebbe di pietà spezzato un sasso.
Ecco tutto.
[43]. Applico qui la formula del Lipps che definisce appunto l'umorismo: «Erhabenheit in der Komik und durch dieselbe» (vedi Op. cit., pag. 243). Ma come si spiega questo superamento del comico attraverso il comico stesso? La spiegazione che dà il Lipps non mi sembra accettabile per quelle stesse ragioni che infirmano tutta la sua teoria estetica. Vedi su questa la critica del Croce nella seconda parte della sua Estetica, pag. 434.
[44]. Vedi Arcoleo, op. cit., pag. 94-95.